Scommettiamo su noi stessi

Scommettiamo su noi stessi, è ora di farlo.

In che senso?

Nel senso che se scommettiamo su noi stessi siamo inattaccabili. La nostra autostima scaturisce dallo spirito, si concretizza quando si ha fiducia nelle proprie capacità di ottenere la vittoria. Potrebbe apparire un discorso da motivatore da quattro soldi. Non è così. Nessuno ci può cambiare, nessun consulente ci può cambiare, nessun corso di formazione ci può cambiare, nemmeno io che faccio proprio questi mestieri ti posso cambiare. Siamo solo noi a poter cambiare noi stessi. Noi che, sulla base della nostra autodeterminazione, possiamo prendere delle decisioni che cambieranno il corso della nostra esistenza togliendoci dal dubbio che ci uccide.

Il dubbio è la cosa più terribile che ci sia.

L'hai mai provato il dubbio? Quel sottile pensiero che si insinua maligno ogni volta che vieni preso da un moto d'entusiasmo che ti fa dire: Lo faccio o non lo faccio? Mi butto o non mi butto? Funzionerà o non funzionerà? Cosa penseranno gli altri? E se poi non ci riesco? Se le cose non andranno come ho previsto? Quante volte ci siamo fatti queste domande? Sono domande paralizzanti, ci tengono bloccati nella condizione di dubbio: quella in cui si rimane fermi, mentre il tempo passa, le cose accadono e noi rimaniamo fermi a subirle.

W il mondo dell'incertezza!

Paradossalmente oggi, rispetto al passato, è molto più semplice scommettere su noi stessi, soprattutto in ambito lavorativo. Quando io ho iniziato a lavorare, nel 1980, c'era il mito del posto fisso, del posto in banca, della grande fabbrica che ti accompagnava maternamente fino alla pensione. In quel periodo era veramente complicato decidere di ribaltare il tavolo, di mettersi in gioco e in discussione. Ti guardavano come un folle se lo facevi. A me è successo proprio così quando mi sono licenziato dall'Olivetti, allora mitica, per aprire la mia prima attività imprenditoriale, senza nessuna garanzia: i più mi hanno considerato un pazzo furioso. Oggi non è più così: viviamo in un mercato estremamente liquido, il posto fisso non esiste praticamente più e, davvero, se scommettiamo su noi stessi, possiamo pensare di cambiare la nostra situazione, di provare a fare quello che ci piace per davvero. Certamente, è difficile, ma anche stare fermi è difficile, forse più difficile. Molte persone sembrano aderire perfettamente al principio della rana bollita che risale ad una ricerca condotta dalla “John Hopkins University” nel lontano 1882. Durante un esperimento, alcuni ricercatori americani notarono che lanciando una rana in una pentola di acqua bollente, questa inevitabilmente saltava fuori per trarsi in salvo. Al contrario, mettendo la rana in una pentola di acqua fredda e riscaldando la pentola lentamente ma in modo costante, la rana finiva inevitabilmente bollita. Questo principio, applicato alle persone e alla manipolazione di massa, viene descritto da Noam Chomsky nel suo libro "Media e Potere": “Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

Si ma saltare fuori dalla pentola bella tiepida e rassicurante costa.

Certo che costa, ma il principio del libero arbitrio, nonostante le manipolazioni a cui siamo sottoposti, le credenze in cui siamo inseriti è nostro, non sono gli altri a farci saltare fuori, dobbiamo essere noi a farlo. Siamo noi che possiamo liberamente scegliere se rimanere bloccati o muoverci. Quanto costa? Ci costerà, probabilmente, dover acquisire nuove competenze, studiando di più. Forse dovremmo alzarci prima al mattino e coricarci dopo la sera rispetto a quanto siamo abituati. Sicuramente ci costerà fare un bel respiro e buttarsi come non abbiamo mai pensato di fare. Dovremo rischiare, e anche questo costa. Ma la domanda che ci dobbiamo fare non è quanto ci costa ma : quanto ci sta costando rimanere bloccati? Questo post vuole fare riflettere, sui costi di una decisione. Non fare nulla e subire è una nostra decisione, non del fato o delle circostanze. Ti regalo una citazione di M.Luther King: "La paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire. E non trovò nessuno". Si, bisogna pagare dei prezzi per vincere le nostre paure, dei prezzi a volte molto alti, ma non possiamo morire di paura rimanendo nella certezza che le cose potranno cambiare solo in peggio. Il mantra di questo post è: scommettiamosunoistessiscommettiamosunoistessi Per oggi è tutto.
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