Il gatto di marmo e il leone da tastiera

Il gatto di marmo e il leone da tastiera

Oggi vi parlo di due animali che popolano le praterie e le foreste dei business: Il gatto di marmo e il leone da tastiera.

Descrivo il gatto di marmo

Il gatto di marmo vive in un habitat molto particolare, quello della palude dell'immobilismo. E' un animale docile, che ha un bellissimo portamento, pelo folto e occhi piccoli, un po' infossati, i padiglioni auricolari non sono sviluppati, per cui possiamo dire che non ci vede e non ci sente bene.

Ha grandi idee e sviluppa piani di continuo che non realizza mai.

Questo animale non è molto agile e quando parte per mettersi in azione oramai è troppo tardi, il suo habitat è cambiato e le condizioni sono diverse da come le aveva previste. Il gatto di marmo ha una peculiarità: è sempre uguale a se stesso ed è così statico da non accorgersi di essere già morto, marmorizzato.

Ecco il leone da tastiera

Il secondo esemplare che voglio descrivervi è il famoso leone da tastiera, un grande animale dall'aspetto imponente e terrificante nei modi, nei metodi e nell'efficacia.

Questo leone da tastiera è veramente l'animale che tutti vorremmo avere a fianco: tempestivo, ambizioso, magnanimo, competente, ne sa una più del diavolo e, da dietro la tastiera, dispensa consigli giustissimi, incensa, punisce, critica e lusinga. Il leone da tastiera è un mito, ovviamente fino a che rimane dietro la tastiera, ben riparato.

Il leone da tastiera subisce una mutazione genetica non appena lo tiri fuori da dietro la tastiera e lo metti sul campo, di cui sempre parla, per cui ha sempre una sentenza e un'idea intelligente. 

Ecco che, una volta esposto a un ambiente diverso dal suo habitat naturale, la tastiera appunto, implode, diventa piccolo e cerca di mimetizzarsi con grande affanno e rumore dietro il primo filo d'erba che incontra nella prateria della vera vita e del vero mercato.

Non trovando fili d'erba escogita un comportamento geniale: si finge morto, cadendo in uno stato catatonico estremo durante il quale i nemici, passandogli accanto lo ignorano, pensando appunto che sia morto.  Nella maggior parte dei casi, il leone da tastiera, una volta esposto alle intemperie e ai normali accadimenti della vita muore davvero, senza lasciare traccia, sparendo velocemente alla vista e alla memoria di chi tutti i giorni lotta nella savana per sopravvivere.

Il gatto di marmo e il leone da tastiera sono complementari e a volte si accoppiano carnalmente dando vita all'esemplare più maestoso dell'universo: Il quaqquaraquà tartufato, ma questa è un'altra storia che vi racconterò con un altro post.

Noi che animali siamo?

In un mercato in continuo mutamento e velocissimo, secondo me dobbiamo trovare il giusto equilibrio.

Certo, fare piani e progetti è importante, ma agire lo è altrettanto.

Come scrive il buon Tom Peters, il mantra per noi venditori e imprenditori dev'essere: "Spara,spara,spara, mira".

Significa azione, tanta azione, perché il miglior piano quando sarà perfezionato e perfetto sarà oramai obsoleto.

Dobbiamo avere la capacità, la voglia e il tempo di impostare strategie di medio lungo termine su cui tracciamo le rotte, ma avere tattiche veloci e flessibili con cui ci adattiamo alle mutazioni del mercato che siamo chiamati tutti i giorni a gestire.

Non è semplice farlo, ma ci possiamo riuscire: avendo chiari i nostri obiettivi, il nostro target e le statistiche che ci dicono esattamente se stiamo andando verso la rotta giusta.

Se vuoi approfondire questo tema contattami qui: scrivimi@maurobaricca.it

Il mantra di questo post è:sparasparasparamira

Per oggi è tutto.

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