Curiamoci

Curiamoci. Cosa intendi?

Si curiamoci, prendiamoci cura di noi e del nostro fisico.

Non siamo indispensabili e non siamo immortali, anche se spesso pensiamo di esserlo.

A volte, presi dal delirio del lavoro, degli impegni, delle cose da fare ci illudiamo di non dover fare i conti con niente e con nessuno.

In realtà non è così: i conti li facciamo sempre, o meglio, i conti ci vengono presentati.

I conti da pagare, quando arrivano, sono molto salati, per noi e per le persone intorno a noi.

Ma porti sfiga

Non voglio portare sfiga ma purtroppo ho la memoria corta, e voglio ricordarlo anche a te.

Qualche hanno fa, dopo un periodo di forte stress, in cui non c'era altro che lavoro, corse, casini da gestire, ansie, fatturato, budget e tutte le belle cose che ci tengono vivi, il mio fisico ha fatto crack, da un giorno all'altro.

Ha fatto crack senza preavviso e mi sono trovato, in due minuti, tra scegliere se fermarmi o morire, e ti garantisco che, nel delirio di onnipotenza, se non ci fosse stato un medico che, prendendomi per i capelli in pronto soccorso mi disse:"Certo, lei ha solo mal di pancia, e vuole firmare per uscire, passi in segreteria, firmi, esca e muoia, perché morirà nel giro di due ore".

settembre 2013 : un momentaccio

Ecco se non ci fosse stato lo shock che quel medico, intuendo la mia stupidità, mi fece provare probabilmente sarebbe andata male, molto male.

Nel giro di mezz'ora mi sono trovato in sala operatoria con una seria problematica da gestire.

Ne sono uscito velocemente perché sono una bestia, ma soprattutto perché Maria Elena, mi ha curato e tenuto sotto controllo, blandendomi e minacciandomi, come solo chi ti vuole veramente bene sa e può fare

Per fortuna ho chi mi fa sorridere e si prende cura di me

Mi sono ripreso velocemente, dieta e accortezze varie, ma poi la routine è ripartita, certo, mi tengo sotto controllo ma ogni tanto sottovaluto i segnali che il mio corpo mi manda. Non ascolto, mi ribello a me stesso, faccio finta di niente, insomma: sono un coglione.

E' successo in questi giorni

Una banale influenza, trascurata: sei di corsa, hai un milione di cose da fare, il mondo mica può stare senza di te, fandaiman e tante altre baggianate simili.

Influenza sciocca, di quelle che se stai nel letto tre giorni sei a posto e invece no: su e giù nella normale routine come non ci fosse un domani. Che infatti non c'è stato.

Bloccato dagli antibiotici e da bibitoni di farmaci che se mi facevano l'antidoping mi squalificavano a vita, invece che tre giorni tre settimane di sofferenze, ne sto uscendo ora, e cosa è successo?

Niente: il mondo non si è fermato, i clienti non li ho persi, il fatturato va comunque, e se non andasse quando sono in forma lo recupererei.

Ha senso ammazzarsi? No, non ha senso. Nè per noi nè per gli altri.

Io sono molto bravo a pontificare agli imprenditori che alleno: non ti stressare, curati, riguardati stai all'occhio. Bravissimo quando si tratta degli altri. Ma poi ci cado dentro anch'io.

Quindi, perché parli?

Parlo perché, per noi imprenditori #fandaiman è più forte di noi, non riusciamo a mollare, non stacchiamo mai.

Ma è proprio vero? Rifletti, c'è stato un momento, quasi sicuramente, in cui sei stato obbligato a staccare perché il fisico te lo ha imposto.

Se c'è stato e in quel momento, la ditta non è fallita e le cose sono andate avanti, non c'è stato un terremoto epocale in ditta, spiegami perché, quando sei in forma non puoi comunque prenderti del tempo per te e per il tuo fisico.

E' uno degli obiettivi che, in corsa, metto quest'anno: ascoltare il mio fisico e dargli più retta, perché, credimi, ha sempre ragione lui.

Inoltre, se lui funziona, io funziono e tutto funziona, se non funziona lui, non funziona niente.

Ho ragione o dico bene?

Il mantra di questo post è: ascoltailtuofisicochehasempreragione

Per oggi è tutto.

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