Disruption, una nuova malattia o il futuro?

Disruption, una nuova malattia o il futuro?

Che cos'è una disruption?

La traduzione dall'inglese della parola disruption è: rottura, caos, sconvolgimento. Per quanto riguarda il mercato è un termine utilizzato per la prima volta da Clayton Christensen, lo potete vedere qui mentre la racconta, descrivendo le caratteristiche che ha una disruption: Clayton Christensen e la disruption In estrema sintesi, una disruption è il momento in cui una nuova tecnologia irrompe sul mercato e cambia le regole del gioco. Ci sono delle disruption epocali che sono riuscite a cambiare il modo di vivere di noi umani.

Qualche esempio?

L'invenzione della ruota, com'era il mondo prima? Anche se, a dire il vero, come mi disse una volta un mio amico, il grande merito, quella volta non fu di chi inventò la ruota, ma di chi pensò alle altre tre ;-). A parte gli scherzi, l'invenzione della stampa a caratteri mobili. Com'era il lavoro degli uffici marketing e pubblicità delle aziende prima di questa invenzione? Immaginate decidere di fare 10.000 brochure prima di Gutenberg, cosa significava? Correndo nel tempo: l'invenzione del motore a vapore, o del telefono, tutte cose che hanno effettivamente cambiato il modo di vivere di noi umani, hanno modificato strutturalmente le nostre abitudini.

Disruption o muerte!

Con una disruption abbiamo due possibilità: o impariamo a cavalcarle o ci sommergerà inesorabilmente. Qual è, però, il grande problema con una disruption? Che spesso, mentre è in atto, non ce ne accorgiamo che c'è; la subiamo senza percepirla realmente e rischiamo, di renderci conto di cosa rappresenta quando è troppo tardi, quando i danni, per noi e per la nostra azienda oramai è stato fatto. Pensa a chi costruiva calessi quando è uscita la prima automobile, puzzolente, costosissima e rumorosa che girava sferragliando per le città spaventando i cavalli. I calessi, le carrozze trainate con i cavalli, hanno coesistito per un pò con le auto, ma poi? Cosa è successo a chi costruiva quei beni se non si è trasformato in un industria automobilistica? E' così, sempre. Oggi stiamo vivendo una disruption epocale. Una disruption che ha iniziato a montare dal 2007, 2008, non ieri. Sai cos'è successo in quel periodo? Quando faccio questa domanda ai miei allievi in classe, generalmente la risposta che ottengo è: la caduta della Lehman Brothers, che, in effetti è accaduta in quel periodo. Ma non è questo quello che è successo di epocale allora: l'introduzione degli smartphone è stata epocale per noi umani. Lo smartphone: un nuovo modo di comunicare che ha permesso a internet di diventare quello che è oggi. Lo smartphone ha dato il via alla DIGITAL DISRUPTION,  iniziata non ieri ma oltre dieci anni fa. Ne parlo in questo video: Le parole del marketing: digital disruption Eppure, oggi, abbiamo ancora moltissimi imprenditori e p.m.i. che non usano la rete per fare business, che pensano che i social media siano sciocche distrazioni per imberbi ragazzetti, mica cosa seria. Una provocazione: lo sai quale sarà, per te, il R.O.I. (ritorno sull'investimento) di essere sul web in generale e sui social media in particolare? Che la tua azienda, tra cinque anni, sarà ancora aperta! Esagerato? Pensaci. In merito alla Digital Disruption, cosa stiamo facendo? Quali sono le nostre strategie? Ne parlerò il 28 febbraio a Musile di Piave, con Valerio Tagliacarne, durante la seconda tappa del tour MARKATING ospiti di EUROSTAMPINEW. Se vuoi avere informazioni e prenotare il tuo posto contattami qui: scrivimi@maurobaricca.it
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