Le persone non ricordano

Le persone non ricordano

Non ricordano ciò che leggono, ciò che ascoltano e nemmeno ciò che vedono.

Se sono fortunate ricordano quello che fanno, ma non sono nemmeno troppo brave in quello.

Noi ricordiamo ciò che ripetiamo.

Se vogliamo usare inglesismi è quello che si può definire training on the jobs clicca sulla scritta in inglese per leggere la definizione

Più banalmente, significa: provare, sperimentare, ripetere.

Nel nostro processo di apprendimento o nelle routine di addestramento delle nostre persone quanto è il tempo che dedichiamo alla pratica operativa a ripetere, ripetere, ripetere, ripetere, riprovare?

Non serve arrabbiarci tanto se le persone non apprendono subito, è naturale, le persone non ricordano, nemmeno noi ricordiamo. Ricordiamocelo, è non è un gioco di parole.

Come abbiamo imparato noi?

Tu che leggi, magari sei un senior, risponditi, nella tua attività, sei "nato imparato"?

Lo vedo tutti i giorni, nelle aziende che frequento: i senior, gli esperti, soprattutto quelli diversamente giovani come me mi dicono, tutti, più o meno la stessa cosa:"Ai miei tempi si imparava a calci, nessuno ti insegnava niente, dovevi rubare il mestiere, io ho imparato così, sulla mia pelle, mica come oggi che ci sono questi ragazzini buoni a nulla che non hanno voglia..." .

Questa o altre frasi simili sono la normalità.

Riflettiamo: noi abbiamo imparato sperimentando, sbagliano, prendendoci sonori cazziatoni e volte scapaccioni, ho ragione o dico bene? Ci ricordiamo o no di quando anche noi eravamo dei ragazzini buoni a nulla con un pò di voglia, a volte nemmeno tanta, e nessuna competenza?

Ci abbiamo messo anni a imparare e se siamo ancora a un buon livello impariamo tutti i giorni, non si smette mai di imparare.

Cosa vuoi dirmi?

Voglio dirti, se sei un senior, e non dedichi tempo alle tue persone, ad affiancarle, a sostenerle, a correggerle a farle ripetere, ripetere, ripetere non sei onesto né con te stesso né con loro. Se vogliamo far crescere i junior, che indubbiamente sono più freschi di noi, spesso hanno studiato più di noi e, diciamolo, potenzialmente, teoricamente, hanno competenze maggiori delle nostre, dobbiamo dargli la possibilità di mettere in pratica, di fare pratica. Correggendoli e affiancandoli, non spazientendoci dopo due volte che abbiamo detto una cosa: noi ci abbiamo messo anni a diventare competenti, come possiamo pretendere che loro lo diventino se hanno una bestia come noi che invece di affiancarli li critica solo?

Voglio dirti se sei un junior, di non fare tanto il fenomeno. Avrai anche una laurea con master e supercazzola a destra ma non sai niente. Non sai nulla di come funziona il lavoro, di cosa significa essere produttivi e acquisire esperienza sul campo. Nulla. Abbassa le ali, stai schiscio, fai il pieno di umiltà e impara, osserva, chiedi, tieni un profilo basso e fai in modo che i senior abbiano il piacere di trasferirti parte delle loro competenze acquisite in decenni di sperimentazione. Fai in modo che ti apprezzino come persona e dimostra voglia di imparare, di fare in modo che loro vedano in te, un discepolo non un ragazzetto arrogante e svalvolato.

Non importa che tu sia un senior o un junior

Non importa. La cosa importante è che ognuno di noi abbia presente che per crescere e far crescere ci vuole tempo e disponibilità: da tutte e due le parti.

Lavora sui valori e sui perché: la gente non lavora solo per i soldi, certo sono importanti, ma non sono la cosa più importante. La gente lavora per crescere, per realizzarsi, per fare cose belle, per sentirsi utile e per avere soddisfazioni. Mettila nelle condizioni di riuscirci e di poterlo fare e avrai le professionalità più alte e le persone più motivate.

Non sono utopie: è la realtà.

L'altra settimana ero in un'azienda mia cliente dove un maestro artigiano, un grande maestro, parlando di un giovane a lui assegnato mi ha detto:"La soddisfazione più grande è vedere questo ragazzo che cresce, che si interessa, che si appassiona e trasferirgli quello che so è bellissimo. Certo, qualche bestemmione ogni tanto mi scappa, ma fa parte del gioco".

Si, in questo caso fa parte del gioco. In questo caso c'è un maestro che ha voglia di tramandare il suo sapere e un discepolo che ha capito. Un ragazzo che è giovane, intelligente, aitante e ha il mondo in mano e tanta voglia di affermarsi, ma ha capito: cosa significa andare a bottega. Anche se la tua azienda è ipertecnologica e sei laureato in scienze nucleari con specializzazione in atterraggi su Orione, sempre a bottega devi andare.

Andiamo a bottega: per imparare e per acquisire quella conoscenza e sapienza che non si impara sui libri, si impara solo facendo.

Dipende da noi, solo da noi individualmente: se vogliamo far crescere la nostra azienda dobbiamo investire sulle persone, tanto tempo, tantissimo tempo.

Non prenderti e non prendere in giro: per addestrare una persona ci vogliono mesi, anni, non ore o giorni. Non fare finta di non saperlo. E' così.

E' successo così per il nostro addestramento, perché dovrebbe essere diverso per gli altri?

Il segreto per riuscirci è uno solo, scrivo per noi senior, guardiamoci allo specchio e facciamoci questa domanda: sono certo di star facendo tutto per far crescere la mia gente o la abbandono, dando per scontato che imparino per induzione o per semplice imposizione delle mani o del cazziatone a pioggia?

La risposta che ci diamo a questa domanda, la dice lunga sul futuro che potrà avere la nostra organizzazione.

Il mantra di questo post è:lecompetenzenoncresconosuglialberimasullaterrasperimentando

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