Quando assumi ti metti in casa un fallito

Quando assumi ti metti in casa un fallito?

Stai scherzando? Ma come ti permetti. Prima di iniziare a insultarmi leggi. Quando assumi qualcuno, in qualsiasi ruolo, devi sapere che ti stai mettendo in casa una persona che, in qualche modo, ha fallito degli scopi nel lavoro precedente, non è un campione o se lo è, è un campione da rigenerare. Non ti stai mettendo in casa un campione, ti stai mettendo in casa un potenziale campione, che andrà motivato, seguito, perché deve ritrovare il giusto piglio e la giusta energia. Quando cerchi un lavoro è perché dove sei non stai bene. Può succedere per diecimila motivi: lo stipendio, l'ambiente, il capo, i marziani, i cinesi, la crisi, diecimila motivi, tutti validi, ma è un fatto, se io cerco lavoro è perché non sto bene dove sono. Certo, può essere che il candidato/a sia stato allenato/a male ma il fatto certo è che va rigenerato/a, ed è tua responsabilità farlo.

Ok, non ti sputo, vai avanti

Non credere a quelli che ti dicono:" Io mi guardo sempre in giro". Se stai bene dove sei non ti guardi in giro. Cercare un lavoro non è un passatempo, è una sofferenza, sempre, non è semplice mettersi lì e decidere di cercare un lavoro nuovo, lo fai se non stai bene, non per gioco. Perché dovresti perdere tempo, energie mentali e fisiche, per mandare in giro cv se stai bene dove sono? Sono balle, io nel breve periodo in cui sono stato dipendente non mi guardavo in giro, anche se avevo ricevuto offerte. Non mi sono guardato in giro fino a che non si è rotto qualcosa in Olivetti, con i miei capi, con alcune promesse che non si sono realizzate, con delle ingiustizie che, secondo me, mi sono state fatte. Secondo me, bada bene, non secondo loro. Mi ricordo quel periodo: frustrazione, delusione, rabbia. Ecco, io mi licenziai per rabbia e ti posso garantire che non ero proprio un fiorellino di umore e simpatia allora. Non che adesso sia tanto simpatico, però quando ho iniziato il nuovo lavoro, da una parte ero entusiasta della nuova avventura dall'altra ero da ricostruire, me lo ricordo come se fosse ieri, anche se sono passati trent'anni. Nel proseguo della mia carriera ho selezionato centinaia di persone e continuo a farlo, scavando, chiacchierando, ti rendi conto che è sempre così: dovrai riparare degli scopi falliti, dovrai aiutare. Sempre. Se sei una persona che sta cercando lavoro lo sai: lo stai cercando perché non stai bene dove sei. Non raccontarmi balle ma soprattutto non raccontartele. Se sei un disoccupato da tanto tempo è la stessa cosa: frustrazione, ansia, non sei un campione pronto a giocare in champions league.

Quando assumi qualcuno è fuori forma

Ecco, se non vuoi essere troppo crudo dicendogli che lo stai assumendo perchè vedi delle buone potenzialità ma sai che ha fallito, consideralo fuori forma. Come un campione che durante la pausa estiva ha preso peso, si è un pò imbolsito e deve fare una preparazione a parte prima di essere messo in campo. Fai un programma di allenamento separato e specifico per lui. Non lasciarlo/a solo/a. Monitoralo, testalo, allenalo, correggilo, supportalo: è il tuo potenziale campione, investi su di lui. Non pensare che sia in grado, da subito, di essere operativo al 100%, non è possibile.

E quindi?

Quindi, qualsiasi persona che inseriamo in azienda deve avere un percorso di adattamento che tu o il suo responsabile gli fanno fare, dev'esserci per qualsiasi ruolo.
  • Come funziona la nostra azienda
  • Quali sono le regole scritte e non scritte
  • I mansionari
  • I colleghi
  • I valori
  • I perchè
  • I come
  • Il codice etico e di condotta
Non sono parole o documenti retorici fatti tanto per fare scena, sono gli strumenti di lavoro per inserirlo nel gruppo. Sono gli strumenti principali da utilizzare per garantire l'inserimento della nuova persona nel più breve tempo possibile supportandolo e aiutandolo a essere efficiente ed efficace facendogli riuscire a esprimere tutta la sua potenzialità. Spesso sottovalutiamo questo passaggio importantissimo per la crescita professionale dei nostri nuovi assunti.

Se sei stato appena assunto:

Non fare il fenomeno. Nessuno ti crede quando racconti  che sei un fenomeno. Tieni un profilo basso, ti hanno scelto per le tue potenzialità, lo sanno che potresti essere bravo, ma non fare il fenomeno, ti bruceresti subito. Cerca di capire e se sei un responsabile non cambiare niente, almeno non subito. Inserisciti capendo quali sono le dinamiche e sappi che, se anche sei il capo, il leader non sei tu, ma è qualcuno a cui, magari, il tuo ingresso può non piacere. La leadership dovrai conquistarla sul campo, non con quello che dici ma con quello che fai o non fai. Il gruppo ti deve accettare o ti espellerà. Non è per niente semplice, soprattutto se hai un gran curriculum che teoricamente dovrebbe garantire il successo e spesso invece ti sbatte in faccia come un tram. Se hai un ruolo di responsabilità, sappi che, probabilmente, il tuo posto, lo voleva qualcun altro interno all'azienda e dovrai disinnescare mine, spegnere incendi, lavorare con le persone prima che con le procedure. Ci saranno tensioni, frasi non dette, si verbali ma non pensati, no non detti ma realizzati.

Vale sempre?

No, l'eccezione è quando assumiamo dei neo laureati o persone al primo impiego. In questo caso non stai assumendo persone che hanno fallito ma comunque le regole sono le stesse: se inserisci persone al primo impiego, a maggior ragione, vanno seguite, addestrate, monitorate e motivate. Non possiamo pensare che dei novellini possano essere operativi al 100% dopo due giorni solo perché tu sai fare il loro lavoro: magari tu sei nel ruolo da anni e dai per scontato cose che non sono per nulla scontate. Ho ragione o dico bene? La capacità relazionale e di lettura delle persone viene prima di qualsiasi processo tecnico o procedura, è un fatto. Con questo post voglio farti riflettere su una cosa: l'investimento nell'inserire una nuova persona è grande, sia dal punto di vista economico che da quello emotivo e relazionale, spesso questi ultimi due non vengono curati e l'investimento economico fallisce. Può succedere di fallire anche se abbiamo fatto tutto il possibile, mai, comunque facciamolo. Noi siamo gli allenatori delle nostre persone, è una grande responsabilità, li dobbiamo allenare per farli giocare ad alto livello con gli standard richiesti dal campionato che stiamo giocando. Prima di decidere che loro non fanno per noi, o meglio, che noi non facciamo per loro, non lasciamo nulla di intentato. Non abbandoniamo le nostre persone a loro stesse, il tasso di fallimento sarebbe troppo alto. Vuoi saperne di più? scrivimi@maurobaricca.it Il mantra di questo post è: lepersonecresconoselecuri Per oggi è tutto    
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