Siamo sprovveduti o stupidi?

Siamo sprovveduti o stupidi?

Faccio questa premessa: viviamo in un paese in cui il nostro socio di maggioranza, lo stato, ci vessa, non ci aiuta, ci taglieggia e chi più ne ha più ne metta. E' assolutamente vero e sono d'accordo con voi, questa premessa è importante da fissare bene in mente, prima di continuare a leggere. Sono d'accordo che viviamo in un paese iniquo nei confronti dei suoi cittadini e delle sue imprese.

Detto questo però, sento e leggo delle grandissime stupidaggini in merito ai costi di fare impresa che mi fanno sorgere il dubbio se siamo, appunto stupidi o semplicemente sprovveduti, o purtroppo, spesso, tutti e due.

Parliamo di I.V.A.

Non sono un commercialista e non voglio insegnare nulla a nessuno, semplicemente una riflessione: l'I.V.A. per noi è una partita di giro che, se da una parte, come utenti finali quando facciamo la spesa o compriamo qualcosa per noi, non per l'azienda, ci arriva addosso come una randellata sul cuore e sul portafoglio, dall'altra per noi come imprenditori non esiste, non incide sui nostri ricavi.

Noi facciamo da sostituti d'imposta per lo stato: in modo gratuito, purtroppo, incassiamo l'iva dai nostri clienti per conto del socio di maggioranza e, il mese successivo o il trimestre successivo gliela dobbiamo dare. Non è complicato: dal nostro conto corrente transita del denaro che si ferma qualche settimana ma che non è nostro.

Perché, si, questa è la notiziona: l'IVA non è roba nostra e se non la restituiamo è come se la rubassimo, non trovi? Questo è, probabilmente, il motivo per cui è un reato penale non versare l'iva oltre certe cifre e si pagano delle mazzate importanti se ce la facciamo accertare.

Chi si finanzia con l'IVA o è un incompetente o è un giocatore d'azzardo pericoloso. Mi costituisco perché in passato l'ho fatto anch'io, anzi, in realtà mi sono trovato in un sistema in cui, pur consapevole di fare una cazzata, ho dato il mio ok per farlo e vi posso garantire che ne sto pagando ancora le conseguenze e per un pò di anni sarà così. Nel mio caso io non sono stato né incompetente, perché sapevo benissimo come funziona, né un giocatore d'azzardo perché non è nel mio stile esserlo: sono stato semplicemente un gran coglione. Non ci si dovrebbe mai vantare, ma in questo caso lo faccio.

Quindi, lascia perdere e mettila via l'iva, spostala su un altro conto, così non cadi in tentazione di spenderla.

Non importa se ci può servire, la prima cosa da fare è mettere da parte l'IVA, anche se ci fa gola. Semplice da capire, più difficile da fare.

Parliamo di contributi vari

La pensione, questa cosa leggendaria che una volta c'era e si narra che ci sia ancora qualcuno che la incassa con regolarità. E' vero, probabilmente, se continuiamo così, la pensione non la prenderemo mai e questo mi fa arrabbiare parecchio.

Però, rendiamoci conto che quello che versiamo come contributi, non sono tasse, ma è un nostro risparmio forzoso che lo stato ci impone perché sa, pur essendo un bastardo nei nostri confronti, che se non lo facesse noi ci mangeremmo tutto e non risparmieremmo probabilmente niente.

Dentro questa voce c'è il vituperato servizio sanitario che, vi garantisco per esperienza personale, nonostante tutte le storture, ritardi e incompetenze è uno dei più avanzati del mondo.

Hai mai provato a farti venire un coccolone o una colica negli U.S.A. o in tantissimi altri paesi del mondo, essendone cittadino e non avendo una carta di credito ben capiente o un'assicurazione bella costosa? Ti lasciano per terra o quasi e non è un'invenzione quella che sto scrivendo.

Altra grande fregatura: noi facciamo da sostituto d'imposta per i nostri dipendenti, quindi abbiamo soldi loro, non versare loro i contributi significa rubare a loro. Poi magari pretendiamo di averli sempre motivati e sul pezzo, vero?

La questione T.F.R.: ho visto aziende fallire perché non avevano i soldi per pagare il T.F.R., anche in questo caso sono soldi dei dipendenti, ma che spesso, noi, allegramente, usiamo per le necessità aziendali. Anche questa non suona nuova vero? Come l'iva, sarebbero da accantonare, ogni mese, anche se l'arco temporale in cui verremo chiamati a erogarli si misura in anni e non in settimane.

Parliamo di tasse

Ecco, questa è la vera unica voce su cui arrabbiarci, perché la pressione fiscale che abbiamo noi è altissima, un pò, però, come l'evasione fiscale che abbiamo noi e il lavoro nero che abbiamo noi. Perché si, qualsiasi cosa tu pensi, evadere e far lavorare in nero, incredibilmente, innesca e alimenta la spirale discendente che ci mette sempre più nel guano. Sarebbe semplice da capire ed iniziare ad evitare, sarebbe.

Non mi piace pagare le tasse, porca miseria non mi piace per niente però mi fa arrabbiare ancora di più non riuscire a pagare le mie perché tanti rubano e non pagano le loro.

Ah, caspita, ma lo faccio anch'io, se riesco o se ci riuscissi lo farei anch'io. O no?

Com'è vista così?

Siamo tutti evasori o aspiranti tali, io per primo, riflettiamoci, riflettiamoci bene prima di alzare il dito e insultare o lamentarci. Lamentarci, possiamo farlo davvero, abbiamo la coscienza completamente pulita per poterlo fare serenamente?

Sei fuori?

No, sono arrabbiato con me stesso.

Sono arrabbiato quando mi lamento che lo stato ruba ed è iniquo ma poi, se ci riuscissi magari lo farei anch'io perché, in fondo, siamo tutti furbettini, che male c'è?

E' questo quello che ci frega: lo fanno tutti, che male c'è.

Questo post non vuole essere un post accusatorio o da duro e puro, vuole essere un post riflessivo.

Io mi impegno a non lamentarmi mai, mai più, perché non ho diritto a lamentarmi.

  • Non ne ho diritto quando non mi faccio fare lo scontrino
  • Non ne ho diritto quando faccio il furbettino
  • Non ne ho diritto quando il professionista a cui mi rivolgo mi dice "risparmiamo l'iva?" e mi va bene perché porca miseria in fondo sono un sacco di soldi.
  • Non ne ho diritto quando, anche io faccio parte, seppure in minima parte, del sistema che se ne fotte del bene comune.
  • Non ne ho diritto quando sono un cavaliere dell'onestà e della rettitudine quando si parla degli altri, mentre per me è una cosa diversa, cercate di capirmi, mica posso fare tutto regolare e poi, in fondo, per me sono cifre piccole, mica rubo tanto, io, mica sono come "loro", io.

Stai facendo il professorino

No, come imprenditore devo sapere che, a meno che, non sia un pirata, uno sfruttatore o un truffatore, non posso fare impresa con i soldi degli altri.

Certo, posso trovarmi in difficoltà, ci può essere un momento in cui cado, però non può essere la regola. Può succedere che in un momento contingente non riesca a far fronte gli impegni e allora, piuttosto che non pagare qualcuno faccio aspettare lo stato. Può succedere e non ci trovo nulla di male a farlo.

Se però, questa situazione è reiterata e nel tempo, continuo a non riuscire a far fronte, devo prendere delle decisioni, devo rendermi conto che non riuscendo a far fronte mi sto stringendo il cappio intorno al collo da solo.

Fare impresa vuol dire riuscire a pianificare, a produrre e vendere non sulle aspettative di fregare lo stato, i dipendenti o sperare di non venire beccato o contare sul prossimo condono o rottamazione.

Viva i controlli

Da questo punto di vista c'è stato un miglioramento che ci obbliga, forse, a non fare i passi troppo più lunghi della gamba: una volta, prima che arrivassero gli accertamenti passavano anni e quindi si accumulavano debiti che una volta presentato il conto erano insostenibili.

Ora la situazione è migliorata, lo stato è più efficiente e gli accertamenti arrivano velocemente, per fortuna, così da permetterci di riflettere velocemente e di non allargarci troppo.

Fare impresa è difficile, sempre più difficile, ma contare sulle nostre forze significa che, obbligatoriamente, aumenteremo le nostre competenze, proveremo a vendere di più, ci daremo da fare di più, siamo obbligati a gestirci meglio.

Fare impresa è bellissimo ma terribile allo stesso tempo, perché non ci permette di giocare con il culo degli altri.

Cosa vuoi dirmi allora?

Ti voglio semplicemente dire che il paese siamo noi, io, tu, tutti e se siamo arrivati a questo punto di iniquità non è perché non esistono le leggi, che comunque si possono cambiare, il problema siamo noi, individualmente.

Siamo arrivati a questo punto perché ognuno di noi, chi più e chi meno, ha la sua fetta di responsabilità.

Tu, guardandoti allo specchio, puoi dire:"Io sono integerrimo e non cerco di approfittare quando ne ho l'occasione?" Se lo puoi fare, puoi lamentarti, e ti chiedo scusa se ti sei sentito offeso o arrabbiato con me leggendo questo post: non mi riferivo a te.

Se invece ti sei ritrovato in qualcuno delle situazioni che descrivo, rifletti, semplicemente rifletti.

Se, come me, ti ci sei visto, non puoi lamentarti, puoi solo iniziare a cambiare, individualmente, personalmente, anche se gli altri non lo fanno. O meglio, se non lo fanno ancora.

Io ci sto provando, anche se è difficile, perché non voglio essere né stupido né sprovveduto e voglio uno Stato più giusto nei miei confronti ma per ottenerlo, devo essere giusto anch'io nei suoi.

Cosa ne pensi?

Il mantra di questo post è: alziamogliocchidalnostroombelico

Per oggi è tutto.

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