Essere padroni del nostro tempo

Impossibile: il tempo, che ci travolge, che ci assilla. Non riusciremo mai a dominarlo.

Questo è quello che spesso mi sento dire, ma io non credo che sia così.

Gestire il tempo, in un mondo così veloce, rapido e liquido non è "Un" impresa è "L'"impresa.

Ci sono manuali, libri, corsi che ti insegnano a gestire il tempo, tutti utili, nessuno serve fino a che non scopriamo cos'è il tempo.

Fino a che non ci rendiamo conto che abbiamo solo quello di tempo a disposizione ed è a scadenza.

Il tempo è vita, la nostra vita

Il tempo è limitato, è deperibile, non lo possiamo immagazzinare, non lo possiamo mettere da parte, semplicemente passa.

La fregatura che abbiamo con il tempo è che, essendo sempre disponibile e a disposizione, abbiamo l'illusoria idea che ne abbiamo in modo infinito e indefinito.

Per questo ci permettiamo di sprecarlo stupidamente: non abbiamo piena coscienza del suo valore.

Quanto vale un minuto del mio tempo? Che non tornerà mai più e che mi avvicina, inesorabilmente, verso la riserva del tempo che si concluderà con l'ultimo secondo a mia disposizione.

Scaduto il tempo che ho a disposizione non potrò più rammaricarmi, non potrò più pensare alle cose che avrei potuto fare e non ho fatto.

Alle parole che avrei potuto dire e non ho detto, alle persone a cui avrei potuto dedicare più tempo e non l'ho fatto. Tardi, sarà troppo tardi.

Il tempo è ora, è nostro, e non è vero che non possiamo gestirlo, dire che non lo possiamo gestire è la facile scusa per non volerlo fare.

Certo, rispetto al passato è molto più complicato, siamo sempre connessi, siamo sempre di corsa, abbiamo dei diabolici strumenti tecnologici che ci fanno pensare di essere indispensabili al mondo.  Ci illudiamo a credere che da una nostra risposta in tempo reale dipendano le sorti del mondo. Non è così.

Non succede niente se mentre sei con tuo figlio, con la tua compagna, con il tuo compagno, moglie o marito, non rispondi al telefono e non guardi la mail, non succede niente.

La tua azienda non fallirà per due giorni in cui non sei connesso  e se dovesse fallire per questo, vuol dire che te lo meritavi, perché non sei stato in grado di crearti un minimo di delega.

Ricomincia da capo, riparti dal via, non è la fine del mondo.

Il mondo non si fermerà se ti godi quel libro o quel tramonto, svaccato su un divano o su una sdraio, e non si offenderà di certo mentre passeggi lungo l'argine del fiume o ti alleni come un disperato sulle montagne più alte scalando a mani nude falesie di granito.

E' se succedesse la fine del mondo? Ho vissuto.

Ho vissuto a pieni polmoni, godendo delle cose che mi piacciono, facendo quello che devo fare ma anche quello che voglio fare, con il giusto equilibrio.

Questo è un elogio alla lentezza, non all'attività lenta o all'essere lenti, proprio no, ma alla lentezza nel senso di prendersi un po' di tempo per se stessi.

Tempo rigenerante, qualsiasi cosa succeda, qualsiasi problema tu stia affrontando.

Non prendersi del tempo per se stessi, soprattutto se ricopri ruoli di responsabilità, significa rischiare di essere appannato, poco lucido, significa rischiare di prendere decisioni sbagliate non perché tu non sia abile, ma semplicemente perché troppo stressato per ragionare correttamente.

Non prenderti del tempo per gli altri, prenditelo per te.

Il mantra di questo post è: elogioallalentezza

Per oggi è tutto.