Le nostre credenze

Le nostre credenze

La credenza :-)

Come avrai intuito non mi riferisco al mobile che vedi qui sopra quando scrivo di CREDENZE.

C'è un'ampia letteratura in merito alle credenze: guru motivazionali ne scrivono e ne parlano tutti i giorni, psicologi, sociologi, tutti ne parlano.

C'è addirittura chi cerca di imbonirci dicendoci che è sufficiente pensare positivo e visualizzare quello che vogliamo affinché tutto l'universo cospiri per noi per farcelo ottenere.

Stupidaggini, sono solo stupidaggini, però vere!

Sono stupidaggini o sono vere? Deciditi

Sono stupidaggini se pensiamo che semplicemente pensando positivo si ottengano risultati: se ci limitiamo a visualizzare e pensare positivo, continuerà tutto come prima, anzi, peggiorerà e saremo sempre più depressi e attorcigliati su noi stessi.

Se invece ci abituiamo a credere che una cosa sia possibile, e ci attiviamo per far si che si realizzi, avremo tante opportunità in più.

Noi siamo quello che pensiamo: è vero, ma non in modo forzato, ballando sui tavoli con urletti deliranti, no. Essendo consapevoli che le cose noi le realizziamo sempre due volte: la prima nella nostra testa, la seconda nella realtà.

Se pensiamo di non farcela, di essere sfigati, di avere tutto il mondo contro in realtà non è vero, ma la nostra mente è molto brava a farci credere qualcosa che non è vero, ma a cui è facile credere, a cui è comodo credere.

In ambito psicologico questo fenomeno è chiamato clicca qui per leggere la definizione: DISSONANZA COGNITIVA

Più siamo convinti che una cosa sia in un certo modo e più troveremo tutti i riscontri che ci confermano che è così, anche se l'evidenza ci dice il contrario.

La dissonanza cognitiva è la nostra credenza.

Qualche esempio:

Gli zingari sono tutti dei ladri. Se abbiamo questa credenza troveremo continuamente riscontri che ci confermano la nostra teoria, anche se non ne abbiamo alcuna esperienza diretta o prova reale che sia così.

Il cliente non ha comprato perché ci "doveva pensare". Anche in questo caso, soprattutto se noi non siamo così convinti della nostra efficacia come venditori, giustificheremo con il "doveva pensare" la nostra incapacità di chiudere una trattativa o perlomeno di provarci fino in fondo.

Non è adatto per questo lavoro. Ovviamente qualsiasi errore della persona, mi confermerà la mia credenza che rimarrà tale anche quando potrei facilmente verificare che la maggior parte delle cose che fa, questa persona, magari sono giuste.

Le credenze sono i miei occhiali da saldatore

Sono i filtri che metto quando guardo il mondo: figli della mia esperienza, della mia cultura, dei miei pregiudizi, di tutto quello che, nel tempo, mi sono costruito per vivere bene, senza troppi fastidi.

Le credenze non sono oggettive, sono assolutamente soggettive: sono solo mie.

Certo, la gente, spesso è allineata su certe credenze che quindi si rafforzano e aumentano ancora di più la mia dissonanza cognitiva:

  • C'è la crisi, è sotto gli occhi di tutti.
  • Sono tempi difficili e non ci sono più i clienti di una volta, come fare a non essere d'accordo.
  • Nel mio settore c'è un calo, anche qui è difficile discuterlo.
  • Tu non sai come funziona da me, certamente.

Le credenze diventano leggende che corrono di bocca in bocca e diventano assiomi indiscutibili, si creano dei modelli che ci confermano che è sempre stato così e così sarà sempre. Questo è quello che ci frega: le credenze diventano realtà perché tantissime persone sono d'accordo che sia così, non perché sia oggettivamente così.

Andiamo in disaccordo

Chi l'ha detto che dev'essere così come ci appare?

Impariamo ad andare in disaccordo, proviamo a pensare con la nostra testa creandoci delle credenze che cambiano il pensiero comune, che ci permettano di riuscire a vedere quello che ci piace vedere, non quello a cui sono abituati tutti.

Certamente non è semplice ma, lavorando sulle nostre credenze magari troviamo qualcuno che ha credenze simili alle nostre.

Credenze orientate al fare, al creare, allo sperimentare, al "perché no?", al "dai, facciamolo". Credenze positive, costruttive.

Tutte credenze per pazzi furiosi.

Non sottovalutiamo però la forza che alcuni pazzi hanno, la forza di affermare le proprie credenze positive contro ogni luogo comune.

Cerchiamo i pazzi

Le persone che frequentiamo influenzano le nostre credenze, è naturale, è così.

Se viviamo situazioni che non ci piacciono, lavori che odiamo, se facciamo cose che non ci piace fare, guardiamoci intorno: come sono le credenze di chi frequentiamo? Ci accorgeremo che sono simili alle nostre.

Cerchiamo i pazzi, quelli che possano ispirarci, quelli che hanno l'energia e l'entusiasmo per dare un calcio e ribaltare il tavolo.

Quelli che hanno voglia di entusiasmarsi per le piccole cose, indipendentemente dall'età e dalla posizione che occupano.

I pazzi sono quelli che pensano che le cose possano essere diverse da quel che sembrano o che gli altri sono convinti che siano.

I pazzi: ci sono, sono in mezzo a noi. Cerchiamoli, osserviamoli, se possiamo facciamoci ispirare da loro e facciamo in modo che le nostre credenze limitanti vadano in tilt.

Sarà destabilizzante, certo, ma ne varrà la pena.

Il mantra di questo post è: qualisonolemiecredenzelevogliorbaltare

Per oggi è tutto.

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