No money? No party!

No money? No party! E' un must.

Cosa vogliamo, quanto siamo disposti a spendere?

Oggi tratto un annoso problema: quello del valore della nostra merce o servizio da noi attribuito rispetto alla percezione che ne ha il cliente. Quante volte ti è successo di avere un cliente che vuole il massimo spendendo poco? A me mai, una volta mi succedeva, ora non più! Non voglio dire che io non faccia trattative o che non abbia, a volte, alcuni scambi d'idee con i miei potenziali clienti in merito al prezzo dei miei servizi, fa parte del gioco. Ma se il cliente non percepisce il valore del mio servizio i casi sono due:
  • Non valgo quello che sto chiedendo
  • Non sono bravo a valorizzare quello che faccio vendendo al cliente non un servizio, o un prodotto, ma un'esperienza globale d'acquisto.
Io faccio l'allenatore d'impresa, quindi vendo servizi, tu magari vendi prodotti, il principio che io cerco di adottare, arrivando, a volte, a rinunciare ad un incarico, è quello che vedi nella foto qui sotto: Bisogna essere chiari con i clienti, spesso non lo siamo:
  • Vuoi qualcosa che sia perfetto e veloce? Devi tenere in conto che sarà molto costoso.
  • Ti serve un lavoro perfetto e che costi poco? Te lo farò quando avrò tempo, nelle pause tra un lavoro e l'altro
  • Assolutamente il lavoro dev'essere veloce e costare poco? Nessun problema: farà schifo, devi saperlo.
  • Cerchi il top: qualcosa che sia veloce, perfetto e a basso costo! Ecco, se credi a questo ti riuscirò anche a convincere che il bellissimo e aitante mugnaio spagnoleggiante, che parla con le galline in una fattoria da sogno in cui tutto funziona e le contadinelle sono top model da copertina, esiste davvero.
Quindi: lavora facendoti pagare il giusto oppure, piuttosto, se puoi permettertelo lavora gratis considerandolo un investimento di marketing. Non svilire il valore del tuo lavoro o prodotto perché non riuscirai più a risollevarlo.

Dipende tutto da cosa vogliamo

Se vogliamo spendere poco ci dobbiamo accontentare di poco, non è una legge di mercato, è semplicemente una regola di buon senso. Anche a me, per la mia squadrata di calcetto, piacerebbe avere CR7 in squadra, non riesco però proprio a capire come mai, questo barbone, non vuole venire a giocare con me, non coglie l'opportunità. E dire che quando vinciamo offro io il caffè a tutti in pizzeria. Hai sorriso leggendo quello che ho scritto qui sopra? Se hai sorriso, ricordatelo quando dovrai acquistare qualcosa. Anche tu, però, ricordatelo quando devi vendere qualcosa. Il prezzo è importante, ma è una percezione nella mente del cliente e dipende da noi riuscire a influenzarla. Non esiste da nessuna parte al mondo che una persona si aspetti di pagare una Ferrari quanto una Panda. Perché dovrebbe essere normale che un potenziale cliente svilisca quello che facciamo o produciamo? Non è normale, ma, secondo me, non è mai colpa del cliente, è responsabilità nostra: non siamo in grado di valorizzare il nostro personal brand prima e aziendale dopo.

Il Brand

Il brand non è un logo, non è un semplice marchio. E' tutto quello che sta dietro un logo o un marchio. E' tutto quello per cui il cliente ci percepisce, a prescindere dal prodotto o servizio che abbiamo da proporre. Io parlo alle p.m.i., lavoro con le p.m.i.: aziende che quasi sempre non hanno grandi budget da investire in promozione, marketing e branding. Non serve avere grandi cifre da investire, certo, se non investiamo non possiamo pretendere di ottenere risultati. Ovvio, se le cifre sono importanti si può fare di più, ma, incominciamo a fare qualcosa, non a continuare a pensare che sia sufficiente solo saper lavorare e produrre bene. Se la gente non ci percepisce come persone e/o aziende di valore non comprerà da noi, non è difficile da comprendere. O lo è? Incominciamo ad investire su noi stessi, sul nostro Brand e personal brand: per acquisire della visibilità, per tirarci fuori dal pantano delle aziende simili, con prodotti simili e prezzi simili. Come mai siamo disposti a investire per acquisire un nuovo macchinario, un nuovo software che ci ottimizzi il lavoro, ma non siamo disponibili a investire una cicca calippa in comunicazione, marketing e branding, che sono gli strumenti che permetteranno al macchinario di lavorare o al software di ottimizzare? Questo è il grande gap culturale da colmare: non riteniamo strategici marketing, branding e comunicazione. Per molti di noi sono fuffa inutile. Vogliamo acquisire clienti nuovi, maggiore visibilità ma facciamo poco o nulla per farlo e quando lo facciamo, spesso, usiamo strumenti obsoleti e costosi. Quanto investiamo in attività di marketing, branding e comunicazione?
  • Cosa facciamo
  • Dove lo facciamo
  • Come lo facciamo
  • Con che frequenza?
  • Che risultati misurabili otteniamo?
Prova a rispondere a queste domande. Se vuoi approfondire, senza impegno contattami qui: scrivimi@maurobaricca.it Vuoi fare una cosa veramente interessante per te? Vieni all'evento che terrò il 28 febbraio a Musile di Piave (Ve) in cui, insieme a Valerio Tagliacarne, parlerò proprio di queste cose. Come fai ad avere informazioni sull'evento? Scrivimi, o commenta questo post. Il mantra di questo post è: fareiniziamoafare Per oggi è tutto.

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